Come si possono strutturare materiali statici per creare una percezione dinamica del colore e della luce, a seconda del punto di vista di chi guarda?

INDAGARE I MECCANISMI DELLA PERCEZIONE OTTICA
In breve: I materiali statici possono produrre una percezione dinamica del colore quando sono stratificati in modo che sia il movimento di chi guarda a completare l’opera. In “Sun” una rete colorata posata su plexiglas usa parallasse, proiezione delle ombre e trasparenza per generare un colore cinetico senza parti meccaniche.
Questo studio indaga i meccanismi della percezione ottica e il comportamento fisico della luce attraverso materiali stratificati. Con una composizione geometrica di rete colorata posata su una base di plexiglas, “Sun” funziona come un oggetto statico che ha bisogno del movimento di chi guarda per attivarsi del tutto.
L’opera mostra come la realtà cambia a seconda della prospettiva: guardando da sinistra, l’occhio coglie la superficie opaca del materiale, il colore pieno e isolato della rete. Spostandosi verso destra, la percezione si apre alla mescolanza ottica.
La ricerca mostra come parallasse, proiezione delle ombre e sovrapposizione di strati trasparenti possano generare un’esperienza cromatica cinetica senza parti meccaniche, trasformando l’osservazione passiva in un dialogo spaziale attivo.
L’opera si inserisce in una linea in cui è il movimento dello spettatore a completare l’immagine: Carlos Cruz-Diez iniziò le sue Physichromies nel 1959, l’anno in cui a Milano nacque il Gruppo T, e nel 1962 Olivetti presentò Arte programmata, la mostra di arte cinetica e programmata curata da Bruno Munari e Giorgio Soavi, con un testo di Umberto Eco.
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