Una camera d’albergo può essere progettata per l’ascolto invece che per il riposo?
PARTY FOR ONE: LA CAMERA D’ALBERGO COME STRUMENTO D’ASCOLTO
In breve: Sì, se l’acustica della camera viene progettata dall’interno. Negli alberghi l’acustica è trattata di solito come isolamento, cioè come un modo per tenere fuori il suono. Party for One, un concept di 36 m² finalista agli Hotel Designer Awards 2026, lavora invece su come suona la camera stessa, con un insieme di elementi che assorbono, riflettono e modulano il suono e che si possono installare in una camera esistente.
Quasi tutte le camere d’albergo sono progettate per il riposo, e ciò che più spesso lo disturba è il suono. Il rumore è risultato più volte il reclamo più frequente negli studi di J.D. Power sulla soddisfazione degli ospiti negli hotel nordamericani, tra cui un’indagine del 2007 su 47.634 viaggiatori. Il progetto risponde con l’isolamento. In Italia il DPCM del 5 dicembre 1997 fissa per gli alberghi limiti sull’isolamento acustico tra le camere e di facciata, sul rumore di calpestio e sugli impianti; l’unico requisito sul riverbero a cui rimanda riguarda aule scolastiche e palestre. La norma stabilisce quanto suono entra in una camera, non come la camera suona.
L’acustica architettonica è nata dai cuscini. Nel 1895 Harvard chiese a un giovane fisico, Wallace Sabine, di sistemare l’aula del nuovo Fogg Art Museum, dove le parole non si capivano. Di notte Sabine vi portava centinaia di cuscini delle sedute del vicino Sanders Theatre, li riportava indietro ogni mattina e misurava quanto impiegava un suono a spegnersi. Provò anche tappeti orientali e persone, e scoprì che una persona assorbe più o meno quanto sei cuscini. Da quelle misure nacquero il tempo di riverberazione e i suoi primi valori di riferimento: poco meno di un secondo per la parola, circa due per la musica. Per una camera d’albergo, in Italia, non è richiesto nessun valore equivalente.
L’ascolto ha avuto le sue stanze, anche se raramente private. Nel 1910 Proust fece rivestire di sughero la sua camera da letto al 102 di boulevard Haussmann e lì, a letto, scrisse gran parte di Alla ricerca del tempo perduto: una stanza per uno, costruita per tenere fuori la città. A Tokyo i caffè d’ascolto aprirono a partire dagli anni Venti, con il Lion (1926) per la musica classica e il Blackbird (1929) per il jazz; al Dig era vietato parlare mentre girava un disco. Party for One porta la stanza d’ascolto dal locale pubblico alla camera privata.
Party for One è stato sviluppato da Elena Pelosi Studio per la prima edizione degli Hotel Designer Awards, il cui brief chiedeva a giovani progettisti di ridefinire l’ospitalità in 36 m². Non è una pianta ma un insieme di elementi che trasformano una camera esistente in una stanza d’ascolto senza interventi architettonici radicali: un mobile acustico ultrasottile dietro il letto, traslucido in alto e fonoassorbente in basso; pannelli acustici in velluto; pannelli luminosi; una poltrona d’ascolto rivestita in velluto; un tappeto su misura. Il letto guarda la finestra. Velluto, tappeto e imbottiti fanno il lavoro dei cuscini di Sabine e, in una camera per uno, anche il corpo dell’ospite fa parte dell’acustica.
L’obiettivo non è il silenzio. Nel 1951 John Cage entrò nella camera anecoica di Harvard e sentì due suoni: il suo sistema nervoso e il suo sangue. Il silenzio assoluto non esiste; la domanda è che cosa una stanza lascia sentire. Party for One assorbe, riflette e modula il suono senza trasformare la camera in uno studio di registrazione, così che il silenzio mantenga una sua grana.
Prossima fase. La ricerca passa ora dal concept alla misura. Il tempo di riverberazione sarà misurato secondo la ISO 3382-2 in una camera standard di 36 m², in tre condizioni: vuota, arredata in modo convenzionale e allestita con gli elementi di Party for One. Una seconda linea di ricerca torna alla ceramica. I costruttori medievali murarono vasi di terracotta nelle pareti di circa 200 chiese, e un’indagine del 2013 su 25 chiese francesi ha dato risultati compatibili con una riduzione del riverbero alle frequenze della voce. Alla Fornace Curti verranno testati risonatori in gres basati sullo stesso principio. I risultati saranno pubblicati qui.
Party for One · Elena Pelosi Studio
Team: Başak Kileci, Anshika Mangla, Bruno Oprandi, Elena Pelosi, Carla Sanchez
Finalista, Hotel Designer Awards 2026, categoria Concept / Storytelling Room
Partner: Slalom (sistema acustico T-FRAME su misura), Hyle Tech (Nex-S System), GRID Sound System di Asaf Beiman
Ricerche correlate: Come si possono tradurre i ritmi urbani in esperienze spaziali? · Come può la materia portare memoria attraverso il tempo profondo? · Time Capsules
FONTI
- TravelMole – No. 1 hotel complaint: noise (J.D. Power, 2007)
- DPCM 5 dicembre 1997, Determinazione dei requisiti acustici passivi degli edifici (ANIT)
- Wikipedia – Wallace Clement Sabine
- Acentech – Value: One Sabin (i cuscini del Sanders Theatre)
- Marcel Proust, Letters to the Lady Upstairs, trad. Lydia Davis (4th Estate)
- National Geographic – Mastering the art of deep listening in Japan
- Project MUSE – The Other Side of Silence (John Cage a Harvard, 1951)
- Valière et al., Acoustic Pots in Ancient and Medieval Buildings, Acta Acustica 99 (2013)