Quali nuove estetiche ed etiche emergono quando gli scarti edili diventano una risorsa primaria?

Crediti fotografici: Public works by Cosmos. Elena Pelosi Studio
Construction waste research: black-and-white botanical photograph of a thistle

DAGLI SCARTI ALLA TRASFORMAZIONE

In breve: Quando gli scarti edili diventano una risorsa primaria, i detriti vengono trattati come un archivio: macinati nell’argilla e cotti, rendono tattile la stratigrafia della città, e le loro tracce diventano firme leggibili della provenienza e del processo, non incidenti decorativi. L’approccio è alla base di Urban Remains e della collezione Panta Rei.

Le città cambiano per accumulo e per abrasione. Trattare i detriti come un archivio cambia l’etica del fare. Un chilo di “rifiuti” contiene storie: tecniche costruttive, epoche del gusto, percorsi logistici. Quando questo materiale viene mescolato all’argilla, cotto e conservato, la stratigrafia della città diventa tattile. Le superfici registrano più tempi insieme: le particelle di marmo lucidato brillano sotto lo smalto; le polveri di terracotta smorzano il colore in rosa caldi e polverosi; la graniglia di cemento interrompe la tornitura e lascia microfratture. Questi effetti non sono incidenti decorativi ma firme leggibili della provenienza e del processo.

Non è un materiale marginale. Secondo Eurostat, nel 2022 le costruzioni hanno prodotto circa il 38% di tutti i rifiuti dell’Unione europea, più di qualsiasi altra attività.

Ogni frammento di macerie custodisce una storia, un pezzo della memoria della città che, ricomposto, forma un nuovo racconto. In Urban Remains, una serie di vasi scultorei, gli scarti vengono raccolti, selezionati, macinati e ricomposti in impasti di gres che ricordano pietre o semi, contenitori compatti per una vita futura. Il lavoro invita a guardare oltre le strutture fisiche e a considerare gli strati emotivi e culturali che formano il tessuto urbano.

Il linguaggio progettuale dello studio porta questa ricerca in altri pezzi da collezione, come la collezione Panta Rei di vasi e tavoli realizzati con argille di recupero. Le loro superfici mostrano campi cromatici stratificati in cui gli ossidi naturali si sciolgono in verdi sfumati, venature bianche, toni nocciola, ocra e terra di Siena.

Il filosofo Henri Lefebvre ha scritto che “lo spazio (sociale) è un prodotto (sociale)”. I detriti portano avanti quel prodotto: la traccia di come una città è stata costruita, usata e smontata.

FONTI

  • Eurostat – Waste statistics
  • Henri Lefebvre, The Production of Space (La production de l’espace, 1974), trad. Donald Nicholson-Smith, Oxford: Blackwell, 1991, p. 26