Come si possono riutilizzare gli scarti di marmo per creare nuovi materiali e pratiche più responsabili?

Marble leftovers research: striped slabs made from leftover marble in beige, brown, green and grey

UNO STUDIO SULLE SUPERFICI

In breve: Gli scarti di marmo possono diventare nuovi materiali quando ritagli, scaglie e polveri della lavorazione locale vengono catalogati per provenienza, granulometria e finitura precedente, e poi rilavorati con finiture controllate. Lo studio tratta il marmo come un sistema di superfici invece che come una lastra di lusso, ed è alla base delle collezioni Capri e Atlas.

Questo studio in corso considera il marmo come un sistema di superfici invece che come una lastra di lusso, e si concentra sul riutilizzo di ritagli, scaglie e polveri provenienti dalle lavorazioni locali. La ricerca documenta come venature, grana e protocolli di finitura determinano riflettanza, tattilità, durata e manutenzione. Gli scarti di marmo sono trattati come un flusso di materiale tracciabile. Ritagli e residui vengono catalogati per provenienza, granulometria e finitura precedente, poi rilavorati attraverso matrici di finitura controllate (levigato, satinato, microsabbiato, spazzolato, lucidature ibride “a finestra”).

La ricerca è alla base della collezione Capri, che comprende un tavolo da pranzo modulare composto da una sezione centrale rettangolare o quadrata e da due estremità semicircolari. Marmi di scarto e fuori catalogo vengono riutilizzati per creare pezzi unici, restituendo valore alla materia prima.

La collezione nasce da una lettura dell’Italia come sistema di superfici. Non luoghi, ma iconografie e geometrie sedimentate nella memoria collettiva. Geometrie, motivi, densità materiche, elementi dell’architettura e del paesaggio vengono isolati e ricomposti alla scala domestica. Diventano matrici visive e tattili che durano nel tempo: radici, non nostalgia.

Immagine: scarti di marmo e ricerca sui trattamenti superficiali per le collezioni di tavoli e sgabelli Capri e Atlas.