Come può una soglia spaziale temporanea attivare la memoria collettiva attraverso il rito, la luce e le tracce materiali?

Crediti fotografici: "Geologics" by Vicente Guallart. Public Works by Cosmos. Elena Pelosi Studio
Spatial threshold research: hands placing a ceramic stone in low light

RICERCA SITE-SPECIFIC PER COMUNICARE LA MEMORIA DI UN LUOGO ATTRAVERSO LA SUA ORIGINE MATERIALE

In breve: Una soglia temporanea può attivare la memoria collettiva quando è costruita con la materia di un luogo e con le forme del suo patrimonio. Con Florencia S. M. Brück, Elena Pelosi ha progettato vasi in ceramica modellati sui solidi platonici documentati nell’Italia preromana, che contengono pietre raccolte in Toscana durante la residenza del 2024 e sulle cui superfici vengono mappate geometrie generative.

Questa ricerca indaga come la materia fisica di un luogo, come pietre, terre e vocabolari formali storici, possa essere composta in un sistema che comunica memoria. Sviluppato in collaborazione tra Elena Pelosi e Florencia S. M. Brück, il progetto ancora le pratiche digitali contemporanee a evidenze materiali locali.

Specificando la provenienza (origine della pietra, impasto ceramico, fonte geometrica), lo studio formula un metodo: ricavare la forma dal patrimonio locale, incorporare la materia del luogo e usare i sistemi digitali per rivelarne la struttura, non per sostituirla. Il risultato è un protocollo site-specific per comunicare la memoria di un luogo attraverso la sua origine materiale, con percorsi chiari per replicarlo in contesti futuri.

I vasi in ceramica, modellati sui solidi platonici documentati nell’Italia preromana (tra cui un dodecaedro in pietra ritrovato sul Monte Loffa, vicino a Verona, e pubblicato da Stefano De Stefani nel 1885), sono pensati per contenere pietre raccolte in Toscana durante la residenza del 2024. Questo accostamento colloca il lavoro in una geologia e in una discendenza culturale precise. Geometrie generative, scritte in codice e rifinite con l’AI, vengono mappate digitalmente sulle forme ceramiche e le attivano come supporti dinamici di pattern e significato. Disposta secondo la geometria del Frutto della Vita, l’installazione crea una soglia spaziale in cui manufatti fisici e sovrapposizioni algoritmiche producono insieme un’esperienza di tempo, origine e continuità.

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