Un evento effimero può lasciare un’eredità culturale più grande della sua impronta ambientale?

L’IMPRONTA DI CARBONIO DEGLI EVENTI DI DESIGN TEMPORANEI
In breve: La ricerca lo verifica trattando l’impatto ambientale come un parametro di progetto fin dalle prime fasi. Mappa filiere, logistica, spostamenti dei visitatori, approvvigionamento dei materiali e gestione operativa in progetti reali di Elena Pelosi Studio, tra cui Made in Fornace®, Mornings Made in Fornace e i lavori per Oasi Zegna, per misurare l’impronta degli eventi temporanei e sviluppare strategie per ridurla.
Questa ricerca in corso indaga l’impatto ambientale degli eventi culturali e di design temporanei attraverso una serie di progetti reali sviluppati da Elena Pelosi Studio.
Spesso percepiti come effimeri, mostre, installazioni, design week e attivazioni di brand generano sistemi complessi di produzione, trasporto, consumo di energia e uso di materiali. La ricerca vuole rendere visibili questi processi, misurarne l’impronta ambientale ed esplorare strategie di riduzione e compensazione. Il quadro di riferimento è la ISO 20121, la norma internazionale per i sistemi di gestione sostenibile degli eventi, pubblicata per la prima volta nel 2012 e rivista nel 2024.
Lo studio è partito da progetti come Made in Fornace®, Mornings Made in Fornace e dalle collaborazioni sviluppate con Oasi Zegna, dove le questioni legate al paesaggio, al consumo di risorse, alla mobilità e alla responsabilità ambientale sono diventate parte del processo progettuale.
Mappando filiere, logistica, spostamenti dei visitatori, approvvigionamento dei materiali e requisiti operativi, la ricerca cerca di definire metodi pratici per una produzione culturale più consapevole. La sostenibilità non è un aspetto da considerare a posteriori: l’impatto ambientale diventa un parametro di progetto fin dalle prime fasi dell’ideazione.
Il progetto esplora, in definitiva, come gli eventi temporanei possano generare un valore culturale duraturo riducendo la propria impronta ecologica, e propone modelli in cui creatività, responsabilità e paesaggio dialogano tra loro.
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